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La politica e la scienza. L’origine del virus/2

La politica e la scienza Ancora sull’origine del virus Sars-CoV-2. «Di fronte a una tragedia che ha chiaramente dimostrato quanto poco contino per i virus i confini nazionali e quanto sia invece necessaria la collaborazione tra Paesi diversi per difendere la nostra salute, le superpotenze mondiali si adoperano per nascondere dati utili alla scienza». La politica e la scienza e l’origine del virus sono l’oggetto di un nuovo  editoriale di Antonella Viola pubblicato su La Stampa del 23 marzo 2023.

Su ItalianaContemporanea il testo è rubricato nella pagina Scienza, consta di 569 parole e richiede 3 minuti circa di lettura.


La politica ha giocato un ruolo importante nella pandemia Covid19 e non solo per le risposte messe in atto in maniera più o meno tempestiva, per le misure restrittive scelte o per le decisioni sui vaccini da adottare o su come organizzare la campagna vaccinale: la politica internazionale e le prove di forza tra superpotenze hanno ripetutamente cercato di orientare la scienza dedicata alla comprensione dell’origine del Sars-CoV-2. Da una parte la Cina, che ha colpe enormi per non aver facilitato l’accesso ai dati e per aver tentato di nascondere analisi genetiche che possono aiutare a chiarire l’origine della pandemia. Dall’altra però le posizioni contraddittorie e spesso scientificamente insostenibili provenienti da alcuni settori chiave degli Stati Uniti, guidate dagli orientamenti politici più che dall’analisi dei fatti. 

È recente l’attacco mosso dai repubblicani ad Anthony Fauci, scienziato e figura leader nella risposta alla pandemia del governo degli Usa, contestato per aver appoggiato sulla base dei dati disponibili l’ipotesi dell’origine naturale del coronavirus. E sempre recentemente ha suscitato grande imbarazzo nella comunità scientifica internazionale la posizione presa dall’Fbi, che ha dichiarato di ritenere concreta l’ipotesi che il virus sia uscito accidentalmente da un laboratorio cinese, affermazioni a cui non hanno fatto seguito prove concrete o nuovi dati. 

Per gli Usa, dare la colpa di un disastro mondiale come il Covid19 alla Cina e ai suoi inaffidabili scienziati sarebbe evidentemente una mossa vantaggiosa nella scacchiera politica internazionale. Così come per la Cina sarebbe utile scrollarsi di dosso ogni responsabilità, tentando di convincere il mondo che il virus sia arrivato dall’estero. Il governo cinese si è dato molto da fare per nascondere i dati che possono collegare i mercati di Wuhan all’origine della pandemia. Potrà sembrare strano che la Cina voglia celare dati a sostegno dell’origine naturale del virus ma la strategia cinese è da sempre di negare che al mercato arrivassero animali selvatici vivi – e quindi potenziali portatori di malattie – e di suggerire invece che il virus sia arrivato al mercato attraverso prodotti importati dall’estero. 

Uno studio recente, largamente anticipato dai media ma reso pubblico il 20 marzo, dimostra che nel mercato di Huanan c’erano animali vivi e che verosimilmente alcuni di questi, i procioni, erano portatori del Sars-CoV-2. Scrivo “verosimilmente” perché quello che si è dimostrato è la presenza in contemporanea di materiale genetico del virus e dei procioni, che è una fortissima prova a sostegno dell’ipotesi che i procioni possano rappresentare il tanto cercato ospite intermedio tra pipistrelli e umani ma che purtroppo non è sufficiente a mettere la parola fine a questa storia. Certamente però questi dati sono un’ulteriore conferma di quello che gran parte della comunità scientifica sostiene da tempo e cioè che l’origine naturale del virus sia la più probabile e che gli spillover siano avvenuti proprio a causa del contatto tra animali selvatici ed esseri umani, nei mercati di Wuhan. Ma se questa versione non piace ai repubblicani statunitensi, d’altro canto non piace neppure al governo cinese, che, pochi giorni fa, ha fatto sparire le sequenze che hanno reso possibile il nuovo studio. 

Sembra incredibile che, persino di fronte a una tragedia che ha chiaramente dimostrato quanto poco contino per i virus i confini nazionali e quanto sia invece necessaria la collaborazione tra Paesi diversi per difendere la nostra salute, le superpotenze mondiali si adoperino per nascondere dati utili alla scienza. Dati che sarebbero necessari per prepararci ad affrontare i prossimi spillover e prevenire nuove pandemie.


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