Immagine standard propaganda

Propaganda

Un discorso di propaganda è un testo argomentativo. Già quando abbiamo definito cosa sia l’argomentare, abbiamo osservato che tra gli scritti argomentativi vi sono anche grandi differenze, determinate anzitutto dallo scopo comunicativo che si prefiggono.

Un’argomentazione può proporsi di “persuadere” o di “convincere” il proprio lettore. La distinzione si presta a molte discussioni, ma si può sostenere che ha per scopo la persuasione, chi vuole influire sul comportamento del proprio interlocutore, mentre vuole convincere chi si preoccupa di ottenere dal proprio interlocutore un’adesione razionale alle proprie tesi.

Non è che l’argomentazione persuasiva sia di per sè illogica, ma piuttosto parzialmente valida, cioè sostenibile soltanto in una particolare situazione comunicativa, con un particolare destinatario. L’argomentazione nel primo caso può permettersi di essere più enfatica e ridondante, di non dichiarare le fonti da cui trae i propri dati, di non essere accurata nella scelta logica delle prove addotte per sostenere o confutare un’opinione. Nel caso invece di un’argomentazione convincente chi scrive si propone di esporre le proprie tesi, giustificandole attraverso un’informazione vagliata, fondata su fonti di prima scelta, elaborata secondo i criteri metodologici propri del campo disciplinare entro cui opera, senza troppe concessioni all’enfasi o alla ridondanza. 

L’apparato argomentativo in un discorso di propaganda implic un certo grado di occultamento, manipolazione, selettività rispetto alla verità. I messaggi possono arrivare a implicare diversi gradi di coercizione o di minaccia, possono far leva sulla paura o appellarsi ad aspirazioni positive.

Rientrano nella propaganda alcune forme di comunicazione pubblica istituzionalizzata come l’attività di pubbliche relazioni di organi governativi, grandi imprese e altre istituzioni, le campagne politiche, le campagne di pubblica informazione. 

Molto interessante la voce “propaganda” dell’Enciclopedia Treccani.