Morgana. Dylan Dog

Morgana. Fumetto o graphic novel?

Morgana. Fumetto o graphic Novel? C’è un un albo di Dylan Dog l’eroe creato da Tiziano Sclavi, dal titolo Morgana, scritto nel 1988. È un fumetto? Sì, perché è finzione, una storia gotica, abitata da morti viventi, medium e demoni.  Il tema scelto è lontano da un qualsiasi tema reale che il graphic novel predilige. Ma Morgana non ha la semplicità del fumetto: gioca genialmente con il tempo del racconto e con la figura del narratore. A Morgana ItalianaContemporanea dedica un commento, il cui testo è completato dalle clip che raccontano la trama del racconto di Tiziano Sclavi.

Il testo è rubricato nella pagine Al cinema e in tv. Consta di 1.240 parole e richiede un tempo di lettura di 6-7 minuti.


La trama. Prima parte

La storia inizia in modo drammatico: una bara scende nella fossa. Un’apertura trasparente mostra nella bara il viso di una giovane donna. Palate di terra la ricoprono e, ad un tratto, gli occhi della morta si aprono.

Veglia e sogno

La storia è avvincente, gioca a contrapporre veglia e sogno, a sincronizzare le azioni di Morgana e Dylan, in modo da sottolinearne la contemporaneità e la simmetria, in modo da insinuare sempre nel lettore il dubbio su cosa sia “veglia” e cosa “sogno”.

Il filo conduttore tra i sogni di Morgana e la realtà è dato di volta in volta da un oggetto o da un volto. Morgana dorme in treno nel suo vagone letto. Indossai una semplice camicia da notte: è la stessa che indossa nella bara, quando la seppelliscono. La signora Trelkovski è un personaggio del mondo “reale”, il mondo della “veglia”, ma ha il viso segnato e consunto dalle rughe come i morti viventi del “sogno” di Morgana. 

Ancora: Morgana scende alla stazione di Londra e ha fame, entra in un bar e chiede un cappuccino e una brioche. Nella stessa tavola (la n.17) Dylan Dog è a colloquio con la signora Trelkovski che l’ha svegliato, e le offre cappuccino e brioche: disegnati nella tavola n.18, la tazza e il cornetto di Dylan sono identici alla tazza e al cornetto di Morgana.  Ancora, nella tavola n. 19 la signora Trelkovski lascia la casa di Dylan e chiede un taxi, subito dopo la stessa parola taxi, è usata anche da Morgana. 

Infine a collegare “veglia” e “sogno” c’è un fumetto. La prima a scorgere un album di fumetti è Morgana, che sogna in taxi, vede Londra preda degli zombies e uno di loro che legge un fumetto: sulla copertina c’è il titolo dell’album Dylan Dog e il disegno di un uomo che solleva tra le braccia una donna esanime (è l’immagine del nostro titolo ndr). 

Anche Dylan, che si trova al ristorante, legge lo stesso album di fumetti: Londra è invasa dai morti viventi, come nel sogno di Morgana! Infine nella casa della signora Trelkovski, Dylan trova di nuovo il fumetto, e la medium gli rivela che l’album è il risultato di una seduta spiritica: un suo amico, il signor Reed, è caduto in trance ed ha scritto la storia dei morti viventi, il futuro prossimo che attende il mondo dei vivi!  Mentre Dylan ascolta le rivelazioni della Trelkovski, Morgana cammina smemorata per le vie della città e, ad un tratto, si trova faccia a faccia con un uomo che al vederla inorridisce, proprio come è disegnato nel fumetto, di cui Dylan e la signora Trelkovski stanno parlando. 

È il fumetto scritto dal signor Reed allora ad essere il segnale del passaggio tra “veglia” e “sogno”; è il fumetto, scritto in trance da un disegnatore sensibile alla voce dei morti, a prefigurare il futuro prossimo che ci attende, quando l’orrore dilagherà per ogni dove e saremo sottoposti alla brutalità dei morti viventi! Ma è proprio il futuro prossimo quello che il fumetto racconta? non è anche il passato?

Non solo dunque le simmetrie sono affascinanti in Morgana! se Morgana è un fumetto, è intrigante e sofisticato come un graphic novel, tanto è lieve, ma tangibile, il trascorrere tra passato e futuro!

Trama. Seconda e ultima parte

Dopo l’incontro casuale di Morgana e Dylan nei pressi della casa della signora Trelkovski, i due protagonisti sono ancora in treno, in viaggio, questa volta da sud (Londra) verso nord. Sono diretti a Inverness in Scozia. Improvvisamente Morgana ricorda.

La storia e il racconto

Morgana dunque dimostra che raccontare con un fumetto o con un graphic novel o con romanzo non è poi molto diverso. È il raccontare il filo comune che lega forme diverse, ma pur sempre forme del racconto. Sono racconti i poemi epici, quelli cavallereschi, sono racconti le novelle, sono racconti i film, sono racconti i fumetti. La caratteristica principe del raccontare è che vi sia una serie di fatti legati da rapporti temporali e causali. Poi le forme sono diverse a seconda della scrittura e, ovviamente, della bravura di chi scrive.

Anche in Morgana alla fine del racconto, la storia si chiarisce nei suoi rapporti temporali e causali. L’ordine logico degli eventi, la trama, è questa. Dylan è figlio di Xabaras. Morgana e Dylan sono già vissuti trecento anni fa. Morgana muore ed è sepolta (il sogno della bara!). Alcuni anni prima della storia ora narrata, Xabaras la richiama in vita insieme con altri zombie. Dylan li distrugge facendo saltare la loro casa con una bomba nascosta nell’astuccio di un clarinetto; mentre tutti gli altri bruciano Morgana finisce sepolta sotto le rovine (è la storia dell’albo n.1 citato). Nella storia attuale, Xarabas risveglia Morgana e la manda a riprendere Dylan. La signora Trelkovski e il disegnatore di fumetti presagiscono l’arrivo di Morgana e l’avvento del mondo dei morti viventi che divorano tutti i vivi. Dylan e Morgana si incontrano e insieme fanno ritorno là dove Xabaras li aspetta. 

Se questa è la trama, il racconto è un andirivieni nel tempo molto sofisticato, tra passato prossimo e passato remoto, presente e futuro prossimo, degno del cinema di Christopher Nolan! Ed è questo che emancipa Morgana da fumetto a graphic novel.

Il signor Reed, disegnatore

Ma c’è un ultimo aspetto di questo racconto che ne testimonia la raffinatezza: l’uso della voce narrante. Man mano che il lettore s’inoltra in Morgana non incontra soltanto un disegnatore di fumetti che presagisce il futuro (il signor Reed) , ma lo incontra che disegna il disegnatore che presagisce il futuro, e racconta la storia di Morgana e Dylan, secondo un incassamento delle voci narranti, peculiare dei racconti più sofisticati.

Quando il racconto è ormai ben sviluppato, il lettore per la prima volta percepisce che le visioni disegnate dal signor Reed sono a loro volta il frutto della fantasia di un altro signor Reed, che sembra raccontare la storia senza prendervi parte, dall’esterno. Dunque c’è un signor Reed narratore interno alla vicenda di Dylan e Morgana e un signor Reed che la racconta dall’esterno.  

Ma … colpo di scena proprio all’ultima tavola: il disegnatore è anche lui personaggio interno alla storia dei morti viventi! 

Affascinante Morgana! racconto, capace di confondere, avvolgere, perdere il lettore fino all’ultimo, rivelandogli ancora qualcosa che non sa all’ultima battuta! Come non amare un racconto che sfida la mente del lettore? Il divertimento della letteratura si rinnova ancora. Autore e lettore sono uno di fronte all’altro, avversari e complici nel gioco di sedurre e lasciarsi sedurre. Dice Umberto Eco: (dovrai) accorgerti del modo in cui ti ho tratto nella trappola, perché infine te lo dicevo ad ogni passo, ti avvertivo bene che ti stavo traendo a dannazione, ma il bello dei patti col diavolo è che li si firma ben sapendo con chi si tratta. Altrimenti perché essere premiato con l’inferno?