Lectio magistralis

La lectio nelle scuole medievali e nelle università fino a tutto il Rinascimento consisteva nella lettura, seguita da commento, delle opere di alcuni auctores:  Cicerone,  Aristotele, … la Bibbia. Il maestro si chiamava quindi lector e l’insegnamento si esprimeva con il verbo legere. Questo significato di “lettura”, si è conservato nel latino medievale e moderno, ed è ancor oggi in uso nell’italiano “lezione” che in questa accezione è latinismo. Non è più usato, invece, se non raramente, con il sign. di “lezione”, come parte dell’insegnamento.

Tuttavia la Lectio magistralis è proprio una “lezione del maestro”, una conferenza in ambito universitario per indicare la lettura, la conferenza tenuta da una personalità che per autorevolezza o comprovata capacità scientifica conferisce particolare rilievo all’evento.

Essendo una vera e propria lezione o conferenza la lectio magistralis è naturalmente un testo argomentativo.

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Di Redazione

Già insegnante e dirigente nei Licei italiani, Ferdinanda Cremascoli è autrice di saggi pubblicati da La Nuova Italia, Bollati Boringhieri, Laterza sui temi della didattica della lingua e della letteratura italiana. Dal 2016 è admin di questo sito: https://www.italianacontemporanea.org.