Intervista

In un giornale l’intervista è un dialogo da cui far emergere le opinioni dell’intervistato. In questo senso dunque l’intervista è uno scritto argomentativo. Aldo Cazzullo presenta così l’intervista, come il dialogo da cui far emergere le opinioni dell’intervistato:

«Un’intervista è riuscita se l’intervistato dice cose che non pensava di poter dire. Lui è in primo piano, non tu; anche se gli hai cavato fuori le parole, anche se hai dato loro colore. Se poi nella resa finale riesci quasi a sparire, se non per qualche incursione (…) ancora meglio. È questo il modo più onesto per l’intervistatore di fare buona figura. Eppure l’intervista resta un genere maledetto. E’ senza confronti il più difficile: l’editoriale e il commento nascono nella testa di chi scrive; il reportage e l’inchiesta richiedono molto lavoro, ma comunque l’autore ne è il padrone. Curare la pagina delle lettere, poi, è un divertimento: ne arrivano più di 200 al giorno, basta scegliere. L’intervistato è uno solo; e se sfugge, se non risponde, se non vuole o non può parlare, tu non porti a casa l’articolo»(*).

Esiste anche un’altra accezione di “intervista. Nell’ambito delle Scienze umane, l’intervista è anche un colloquio scritto che una persona qualificata ha con una o più persone per ottenerne informazioni specifiche. Ecco come la definisce l’Enciclopedia Treccani: «Nella ricerca sociale, mezzo di rilevazione di dati individuali; consiste nella raccolta, fatta da personale specializzato, di informazioni di natura prestabilita richieste a individui distribuiti secondo un apposito piano di indagine, in base a coordinate territoriali, anagrafiche, o all’appartenenza a determinate categorie».

(*) L’intervista secondo Aldo Cazzullo da “Introduzione”, L’intervista. I 70 italiani che resteranno. Mondadori Libri, Milano, 2017, edizione digitale

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Author: Redazione