Ferdinanda Cremascoli

Dean Cornwell, Portrait of young woman
Quo vadis? 
Il rimo del respiro                                      
                                    a gda

Cammino su un sentiero di montagna:
	dove stai andando? Quo vadis?
Respiro e nella mente già irrompono,
disiecta membra, risposte smozzate
	Libertà va cercando ... 
	Errai, candido Gino ...
	Solo l’amare, solo il conoscere/ conta...

Il mio respiro sincopato cento
ne suggerisce di risposte. Troppe. 	
Come distinguerò senso e non-senso?
	 È l’entropia il destino d’ognuno.

Ma   

... sento che il respiro mio ha un ritmo
nato dalla fatica dei miei piedi.
Dal ritmo ecco balugina un senso; 
l’affanno del respiro ricompone 
	   solo per un istante
		               schegge sperse.

Devo pensare, sì!  Alla poesia.

La poesia è voce è suono,
	è anche e soprattutto respiro.
E nel respiro trova il suo ritmo.

Se la voce si scrive,
      come si può fingere graficamente 
		non il suono 
      (per questo fu inventato l’alfabeto)
	        ma il respiro?

La poesia sarà il modello 
     della prosa che avrà corto il respiro
     o fluido e disteso e articolato.
La frase troverà una misura, 
	variabile, ma una misura, 
e potrà suggerire dunque un ritmo
  (γίνωσκε δ' οἷος ῥυσμός ἀνθρώπους ἔχει.
  e apprendi quale ritmo governa l’umano).

     Il ritmo delle idee 
		non delle parole.
     L'armonia del pensiero si esprime
		nel respiro della frase.


Perché, per ricomporre i brandelli 
	smarriti di parole amputate

ci vuole orecchio!

Il mestiere della scuola. Ho lavorato a lungo nei licei italiani da insegnante e da preside. Del liceo classico sono stata anche (grata) alunna. E ora «che il tempo urge da presso / che le imprese sono finite» sento la necessità di ricostruire il cammino percorso e di riconsiderare le mie esperienze. 

Questo sito italianacontemporanea.org è il risultato delle riflessioni sui problemi che ho incontrato mentre esercitavo il mio mestiere, il mestiere della scuola. Come tutti i mestieri, in certi momenti positivi il mestiere della scuola può regalare la pienezza, un’intima soddisfazione per aver svolto un compito molto difficile. È infatti un mestiere audace, la cui fatica è nella ricerca costante di una comunicazione vera con tutti questi ragazzi, e ragazze, che vorremmo educare ad essere gente seria, onesta, preparata, e coraggiosa. È un mestiere che nei diversi ruoli richiede una sicura conoscenza di ciò che si insegna, una forte consapevolezza dei meccanismi burocratici e nello stesso tempo un responsabile coraggio nel far loro ritrovare un senso. Il mestiere della scuola esige ribellione al destino impiegatizio cui l’elefantiaco sistema dell’istruzione pubblica sospinge chi ci lavora.

A questo destino impiegatizio mi sono opposta: lo documentano articoli, interventi, saggi, insomma le pubblicazioni a stampa e anche gli eBooks che ho prodotto autonomamente; lo testimonia il mio curriculum vitae e, forse in modo più vero, il pamphlet che ho scritto nel 2019, Il mestiere della scuola. Memoria. Lo dimostra in definitiva questo stesso sito web nella sua interezza e in particolare nella riflessione sull’insegnamento di Italiano nel XXI secolo.

Mi potete seguire anche sul mio canale YouTube che oggi ha un centinaio di iscritti, e raccoglie le clip via via prodotte.


Il testo di fianco è una mia poesia. Sono versi sciolti scritti alla maniera di Gianni Degli Antoni.

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