Buona Pasqua

Buona Pasqua. Un corsivo di Carlo Petrini su un’osservazione di Papa Francesco a proposito de Il pranzo di Babette. Pubblicato su LaStampa il giorno di Pasqua 2022.

Sono 616 parole e richiedono una lettura di meno di due minuti.


«Ah, è uno dei film più belli che abbia mai visto è una delle cose più umane e belle del cinema». Penso possiate sorprendervi nello scoprire che queste parole sono di Papa Francesco in persona (tratte da Terrafutura – dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale, Slow Food editore). Mentre il film a cui fa riferimento è Il pranzo di Babette (regi a di Gabriel Axel, Danimarca, 1987).

Il primo, ne sono sicuro, lo conoscete tutti. A mio modo di vedere è la figura più carismatica, rivoluzionaria e politicamente rilevante del XXI secolo. Il suo Pontificato si contraddistingue proprio per la semplicità e la genuinità delle parole e degli esempi che sceglie per rivolgersi al popolo cristiano e non solo.

Invece, se non siete appassionati di cinema, oppure semplicemente non vi è capitato di vedere l’opera in questione, forse non sapete che si tratta del premio Oscar come miglior film in lingua straniera del 1988, che segue quasi alla lettera il magnifico racconto di Karen Blixen da cui è tratto. Se non lo conoscete dunque prendetelo come un suggerimento di visione o lettura da affrontare durante la pausa pasquale: non ve ne pentirete.

Gli ingredienti, in principio poco avvincenti, che danno vita alla storia sono: un paesino sul mare nella Danimarca del Nord, una piccola comunità puritana molto rigida di fine Ottocento, due anziane sorelle che hanno fatto della rinuncia la loro ragione di vita e Babette. Quest’ultima – una cuoca francese e comunarda, rimasta vedova e fuggita dalle repressioni della Comune di Parigi – trova ospitalità in quel contesto di continua autoflagellazione, collaborando come domestica.

Sarà proprio Babette, dopo aver vinto un ricco premio alla lotteria, a riportare la gioia della vita all’interno di quella comunità così soffocata e soffocante nei confronti di ogni piacere. Niente fantascienza e nessun effetto speciale, basterà cucinare un pranzo sublime – un gesto tutto sommato semplice per una cuoca – per far sentire e vedere a tutti la bellezza dell’umanità e la genuina innocenza di un piacere – quello per il cibo – per troppo tempo represso.

Una particolarità di cui, da buoni gastronomi, bisogna tenere conto. Il banchetto riuscirà a estasiare i commensali anche grazie all’autenticità dei sapori di prodotti che Babette, senza badare a spese, fa arrivare direttamente dalla Francia. Tra questi anche pregiatissime bottiglie del miglior vino dell’epoca, perché nulla va lasciato al caso – neanche l’abbinamento con le bevande – quando attraverso il cibo si vuole manifestare il gusto della gratitudine e dell’integrazione.

Il pranzo di Babette è un capolavoro della cinematografia legata al cibo. E il messaggio che trasmette permette di riconnetterci con il profondo valore etico ed estetico della gastronomia, che è momento di realizzazione individuale, dono gratuito e condivisione sociale. Un film che esprime a pieno il valore della condivisione contro l’individualismo e l’egoismo. Una meravigliosa sintesi dell’incontro di due mondi.

Sono stati proprio questi insegnamenti a catturare l’interesse di Bergoglio, tanto che nello stesso dialogo ammette che, quando era Vescovo ausiliario a Buenos Aires, era solito portare questo film come esempio durante i corsi che teneva ai Ministri straordinari della comunione. «Quella era la prima lezione. Babette è una donna che ha fatto vedere a una comunità il vero cammino della vita. Non le importava niente dei soldi, ma le importava della vita».

Auguro dunque che facciate tesoro di questi sentimenti; che possiate ritrovarli e celebrarli nei giorni di festa e nei momenti conviviali dei pasti in famiglia e con gli amici. Lo stare bene non può infatti prescindere dalla condivisione e dal saper rendere grazie. E in tutto ciò il cibo, oltre che fonte di gioia reciproca, può diventare importante strumento di consapevolezza per questa verità umana universale di cui abbiamo tutti un gran bisogno.

Buona Pasqua.

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Author: Redazione