Intelligenza artificiale, creatività, impatto

Intelligenza artificiale, creatività, impatto. Ecco le parti 4 e 5 del saggio di Francesco Maria De Collibus su Limesonline del 28 dicembre 2022. Queste parti sono dedicate ad uno degli sviluppi più brillanti dell’intelligenza artificiale (AI) nella creazione artistica e al rinnovamento radicale indotto dalla AI nei mestieri dell’illustratore, del traduttore e nella scuola, dove è possibile far generare ad AI una tesina… una traduzione, ….

Su ItalianaContemporanea il testo è rubricato nella pagina Intelligenza artificiale. Il testo (note incluse) è di 1.279 parole e richiede un tempo di lettura di 6 minuti circa.


4. L’apprendimento profondo ha permesso di raggiungere risultati incredibili nell’emulazione dell’intelligenza umana in compiti via via sempre più complessi. Negli ultimi mesi però una nuova sfida sta appassionando ricercatori di tutto il mondo: emulare la creatività artistica, considerata per secoli fondamentale prerogativa umana. E anzi più che umana: divina. Non è un caso che in molte culture figurino divinità preposte alle arti – si pensi alle Muse, le nove sorelle che sotto la guida di Apollo presiedevano agli istinti creativi. In tempi più recenti e meno predisposti al divino, i primatologi hanno scavato nelle rappresentazioni figurative prodotte da gorilla e scimpanzé in cerca della soglia tra umano e non umano, che spesso è stata individuata proprio nell’ambito della creazione artistica in quanto porta terrena verso spiritualità e valori superiori.

Nell’agosto 2022 Stability.ai ha rilasciato Stable Diffusion 15, un modello di apprendimento profondo aperto e gratuito che può disegnare qualsiasi immagine a partire da una semplice descrizione. In realtà già da qualche mese, con il primo progetto accessibile al pubblico Dall-E di OpenAI e il pay-per-use Midjourney, la Rete è invasa da ogni sorta di immagini e meme possibili, finalmente generabili da chiunque anche se privo di abilità nel disegno. La novità epocale di Stable Diffusion consiste nella sua diffusione in modalità open source: chiunque può avere accesso ai pesi della rete neurale e modificarli. Già vediamo modelli in grado di generare grafica 3D o interi video. Una porta chiusa per secoli sembra essere stata di colpo spalancata.

Non è la prima volta che le macchine vengono impiegate in questo settore. Quasi tutto il comparto artistico e creativo è gradualmente diventato digitale, dalla musica ai film passando per la fotografia. Senza citare i programmi di elaborazione di testi (word processing) che rendono possibile redigere articoli come questo. Con la morte dei vecchi supporti analogici e l’avvento della digitalizzazione, la creatività umana è sempre più mediata da programmi e algoritmi tanto complessi quanto efficaci. Ma adesso la macchina non è più solo uno strumento: è in grado di prendere iniziativa e disegnare, con risultati che quanto meno appaiono artistici. Recentemente un’opera prodotta da Stable Diffusion ha persino vinto il primo premio in un concorso riservato alle arti digitali 16. Questi progressi non si limitano al campo delle arti visive. Il colosso cinese Tencent ha generato oltre mille canzoni attraverso l’intelligenza artificiale. Una di esse – un pezzo completamente nuovo realizzato con la voce della cantante Anita Mui, scomparsa oltre 40 anni fa – ha già totalizzato oltre 100 milioni di ascolti 17. Come già avvenuto diverse volte nella storia dell’arte, la frontiera della creatività artistica sembra essersi spostata. Dal nulla è nata una nuova disciplina, l’ingegneria dei prompt (prompt engineering), che ha lo scopo di ottimizzare il testo preso in input da questi modelli.

«Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia»: la famosa frase dell’autore di fantascienza Arthur C. Clarke non potrebbe essere più calzante. Per risultati raggiunti e capacità di emulare la creatività umana, una simile tecnologia potrebbe sembrare un miracolo. Ma non lo è: si basa semplicemente sui dati. I modelli di cui abbiamo parlato pesano circa 4,7 gigabyte, pari alla capacità di un vecchio dvd. Lo spazio occupato fino a poco tempo fa da un film di 90 minuti adesso può ospitare l’esperienza condensata della grandissima mole di disegni e immagini su cui Stable Diffusion è stata addestrata. 

5. Per alcuni questa innovazione non rappresenta affatto un miracolo. Il settore delle piccole illustrazioni (immagini per riviste, locandine, feste ed eventi) che dava lavoro a uno stuolo di grafici professionisti adesso rischia letteralmente di sparire. Qualcosa di simile sta già succedendo nel campo della traduzione, in cui gli umani soffrono della competizione con i modelli linguistici (language models) più recenti, estremamente avanzati. Nessun editore rispettabile farà mai tradurre un grande romanzo da questi modelli, che però possono prestarsi bene per molti testi meno esigenti. Neanche la scuola può dirsi immune da queste applicazioni dell’intelligenza artificiale. Pensiamo alle versioni di greco e di latino: grazie a simili programmi, un testo ben tradotto non è più necessariamente prova di uno sforzo autonomo dello studente. Lo stesso vale per i temi. La nuova app Moonbeam 18 può ad esempio scrivere intere tesine sulla base di un semplice input e portare a risultati più che dignitosi per le scuole superiori e non solo. 

«Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è una priorità assoluta per le Forze armate di tutto il mondo, in quanto ha il potenziale per rivoluzionare le operazioni militari e dare alle nazioni amiche un vantaggio significativo sugli avversari. Gli Stati Uniti sono all’avanguardia nello sviluppo dell’Ai, ma anche altre nazioni stanno investendo molto in questo settore. È essenziale che le nazioni amiche lavorino insieme per sviluppare in modo da mantenere il vantaggio sugli avversari. Ci sono una serie di considerazioni etiche e pratiche che devono essere prese in considerazione quando si sviluppa e si utilizza la tecnologia Ai nel contesto militare».

Questo è il risultato che si ottiene immettendo nell’app alcune semplici parole chiave prese da questo articolo e da altri testi della rivista su cui appare, inserite prima in inglese e poi tradotte con il traduttore automatico DeepL un doppio passaggio nell’apprendimento profondo, quindi. Ma come si è arrivati a questo?

Qualche mese fa lo sviluppatore di Google Blake Lemoine ha sostenuto che un programma di conversazione da lui sviluppato avesse raggiunto lo stadio dell’autocoscienza e che possedesse sentimenti 19. L’episodio va al cuore del tema del rapporto tra intelligenza artificiale e imitazione dell’umano. Lo studio del neurone, così importante per lo sviluppo di questa tecnologia, non aveva lo scopo di produrre una replica del cervello umano. Era piuttosto indirizzato alla risoluzione di problemi concreti attraverso la comprensione di alcuni meccanismi di base. Il neurone artificiale che utilizziamo nei processi di apprendimento automatico è solo una ipersemplificazione numerica, mentre il neurone biologico – per dirne una tra mille – è elettrochimico. Non dobbiamo farci illusioni: quello che chiamiamo cervello elettronico non è un cervello, anche se riesce meglio di noi in alcuni compiti. È come il braccio meccanico di una gru: è gigantesco, può distruggere un muro in un colpo solo, ma non è certo un braccio come quello che abbiamo attaccato alle spalle – se non nel nome. 

L’approccio empirico e operativo ha permesso di aggirare il fastidioso problema dell’imitazione dell’umano posto all’origine della disciplina da Alan Turing. Per volare l’essere umano ha tentato per secoli di imitare il volo degli uccelli, ma solo quando vi ha rinunciato per dedicarsi invece a studiare i princìpi generali del volo è riuscito a creare l’aeroplano. Un dispositivo che non somiglia affatto a un piccione e che soprattutto – a differenza del computer di Turing – non cerca disperatamente di convincere gli altri piccioni di essere un piccione, come ironicamente fa notare Peter Norvig. Per ora i programmi e i modelli di apprendimento automatico non sembrano granché interessati alle nostre convinzioni filosofiche sui limiti dell’umano. Blake Lemoine è stato nel frattempo allontanato da Google. 

Note al testo

15. La versione di Stable Diffusion disponibile nel momento in cui questo articolo viene scritto è scaricabile qui: bit.ly/3HtmdTF 

16. K. Roose, «An AI-Generated Picture Won an Art Prize. Artists Aren’t Happy», The New York Times, 2/9/2022. Essendo un concorso per arte digitale, il vincitore non ha infranto nessuna regola: ha effettivamente creato la propria opera attraverso un programma.

17. «Track sung by AI voice surpasses 100 million streams», MusicTech, 17/11/2022.

18. L’applicazione Moonbeam è utilizzabile su www.gomoonbeam.com. Ce ne sono molte altre simili. Tra le promesse più eclatanti del sito troviamo: «Write like a famous blogger effortlessly».

19. T. Wertheimer, «Blake Lemoine: Google fires engineer who said AI tech has feelings», Bbc News, 23/7/2022.


Guida alla lettura

Fate una prova delle notevolissime prestazioni dell’intelligenza artificiale. Visitate il sito www.gomoonbeam.com e fategli riscrivere questo testo introducendo le giuste parole chiave che ricavate dalla vostra lettura. Alla vostra intelligenza scegliere le parole chiave e poi lavorare sul testo che verrà elaborato. Ve ne diamo qui un esempio.

Questo è il testo che abbiamo ottenuto con le parole chiave del titolo e poco altro. Il risultato è un po' ripetitivo, ma... molto utile! sulle ripetizioni basta tagliare!

Intelligenza artificiale, creatività, impatto

L'intelligenza artificiale (AI), la creatività e il loro impatto reciproco sono temi di discussione sempre più caldi al giorno d'oggi. L'intelligenza artificiale è stata definita come l'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale, mentre la creatività può essere definita come la capacità di produrre idee, prodotti o soluzioni originali e utili. L'impatto è stato definito come l'effetto che una cosa ha su qualcosa o qualcuno. In questo documento, esamineremo come l'AI può essere usata come strumento di creazione, come influenza la creatività e come viene impiegata nell'esercito.

I. Introduzione

L’intelligenza artificiale è una tecnologia in rapida espansione che può essere utilizzata per generare contenuti in modo efficiente ed accurato. Un esempio di questa tecnologia è l’AI che può essere usata per creare testi, immagini, video, musica e altro ancora. La creatività è un processo cognitivo complesso che coinvolge la capacità di produrre idee originali o soluzioni utili a problemi complessi. L’impatto è l’effetto che una cosa ha su qualcosa o qualcuno.

II. Impatto dell'AI sulla creatività

L’uso dell’AI nella creazione di contenuti è ormai una realtà. Ad esempio, l’AI può essere usata per generare testi, illustrazioni, disegni e traduzioni in modo più efficiente ed accurato rispetto ad altri metodi. Inoltre, l’AI può essere usata per aiutare nella risoluzione dei problemi, raccogliere automaticamente dati e fornire suggerimenti per nuove idee creative.

Un modo in cui l’AI può influenzare la creatività è attraverso il processo di apprendimento automatico, in cui un algoritmo viene addestrato con dati su un particolare argomento o compito. Questo processo consente all’algoritmo di apprendere le caratteristiche di un dato problema e quindi produrre una soluzione basata su quelle caratteristiche. Pertanto, l’apprendimento automatico può aiutare un artista o un designer a trovare nuove soluzioni a problemi complessi in modo più efficiente ed accurato rispetto a quanto sarebbe stato possibile senza l’aiuto dell’AI.

III. Usi militari dell'AI

L’uso dell’AI nell’esercito è diventato sempre più comune nel corso degli anni. L’AI può essere utilizzata per supportare le missioni, l’addestramento e l’intervento militare. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per monitorare il territorio per individuare minacce nascoste, valutare le minacce in tempo reale e prevedere la risposta alle situazioni di crisi prima che si verifichino effettivamente.

Tuttavia, l’uso dell’AI nell’esercito presenta sia rischi che benefici. Ad esempio, l’uso dell’AI può ridurre i tempi di risposta e migliorare le capacità militari ma al contempo aumentare il potenziale per errori umani dovuti alla mancanza di controllo diretto da parte del personale militare.

IV. Conclusione

In conclusione, abbiamo discusso su come l'intelligenza artificiale può essere usata come strumento di creazione, come influenzare la creatività e come viene impiegata nell'esercito. Abbiamo visto che l'intelligenza artificiale può essere usata nella creazione di contenuti come testi, immagini, video e musica ed è stata dimostrata la sua capacità di influenzare la creatività attraverso il processo di apprendimento automatico. Inoltre, abbiamo discusso sugli usi militari dell'AI e sui relativi rischi e benefici associati all'uso della stessa in ambito militare. Alla luce di tutto ciò, c'è un chiaro impatto dell'intelligenza artificiale sulla creatività nel mondo moderno e le implicazioni future dell'IA sulla creatività sia in campo militare che civile saranno interessanti da seguire.

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